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Cos’è la Gamification?

“La Gamification consiste nell’applicare elementi tipici del gioco (come punteggio e competizione) ad altri ambiti”

Semplice ed efficace, la Gamification è la trasposizione di tutta la soddisfazione, la grinta e il divertimento che si prova giocando, in situazioni come il lavoro.

Tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo giocato ad un gioco, che sia da tavolo, di carte, sulla PlayStation o sul cellulare.

Ripensate alla soddisfazione di quando un vostro amico si fermava sulle vostre proprietà durante una partita di Monopoly o al fantastico “Sugar Crush” su Candy Crush dopo un livello completato in poche mosse.

Il Flow

Questo miscuglio di sensazioni inebrianti per corpo e mente si traducono nel Flow.

Il Flow, dall’inglese “Flusso”, rappresenta uno stato nella quale una persona è completamente presa da un’attività con conseguente:

  • Coinvolgimento totale
  • Perdita del senso del tempo
  • Concentrazione elevata
  • Motivazione intrinseca
  • Focalizzazione sull’obiettivo
  • Soddisfazione dello svolgimento di un’attività

Tutto ciò non accade soltanto quando una persona gioca ad un gioco, ma anche quando si legge un libro, si pratica uno sport o si completa l’ultima casella del cruciverba.

Grazie alla presa di coscienza del potere del gioco, la Gamification è adottata in tutto il mondo in ambiti come:

  • Marketing
  • Turismo
  • Customer Experience
  • Sensibilizzazione

E, dato che non siamo più nei periodi bui di “Ora et Labora”, possiamo iniettare tutti questi concetti nel mondo del lavoro ottenendo dei risultati impressionanti.

Siete curiosi di sapere come fare?

Seguiteci per scoprire le prossime caselle del nostro calendario!

riguardo l'autore

Lucia Gambardella

Non smetto mai di disegnare, ma ho sempre l'altra mano libera per le shortcut, il cibo e le coccole al mio cane. Non so se amo più il cibo o il mio cane... Se proprio non sto disegnando, mi trovate a scolpire, a fallire nel bricolage, a giocare alla PlayStation, a maltrattare i programmatori, o a poltrire sul divano nella morte più totale. Ho 15 sveglie disattivabili solo dopo la risoluzione di calcoli matematici, ma comunque la forza gravitazionale del mio letto è troppo forte da contrastare. Perché oso chiamarmi artista? Perché la mia mente è sempre alla ricerca di realtà da trasformare a suo piacimento per poi trasferirle al mondo con lo strumento più esatto. Credo che ci sia qualcosa di bellissimo nel mondo nascosto anche nei suoi dettagli più oscuri e gli occhi degli artisti riescono a vederlo e a trasmetterlo a chi non ha la stessa fortuna.