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I “Tesori della Valle di Blenio” valorizzare il territorio tramite la Gamification

“I tesori della Valle di Blenio” è un’applicazione, sviluppata insieme ad Elia Frapolli per l’associazione FASV, che permette alle famiglie di scoprire il territorio di Blenio tramite delle Cacce al Tesoro.

Grazie alla Gamification e alla scelta di conferire alle storie uno stile illustrato, quasi fiabesco, l’applicazione si distingue e porta un afflusso costante di persone nei territori in cui è attiva.

Com’è nato il progetto?

Il progetto nasce da Christian Bernasconi, biologo dell’associazione FASV, che vuole assolutamente portare l’innovazione a vantaggio del territorio.

Christian contatta Elia Frapolli per dirigere il progetto e portare il suo valore tramite la sua esperienza di consulenza nel turismo.

Dopodiché, gli ultimi protagonisti della storia siamo noi, Team di Studio MACACO coinvolti per sviluppare l’applicativo ma anche per trovare gli elementi che potessero rendere il progetto davvero particolare.

L’idea era quella di creare un’applicazione che funzionasse da supporto alle famiglie durante la Caccia al Tesoro, tramite un navigatore che le guidasse sul percorso. Oltre a questo, ci sarebbero state delle storie, degli approfondimenti e degli indizi per aiutarli a trovare il tesoro.

Da semplici foto a storie illustrate

Ogni Caccia al Tesoro si basa su una piccola storia, che racconta il motivo per quale bisogna andare alla ricerca delle monete, ossia il tesoro. Le storie e le monete si basano sugli animali e il Folklore del territorio.

Dapprima l’idea era quella di utilizzare delle semplici foto come supporto, ma l’idea della nostra Art Director era tutt’altra.

“Di per sè una Caccia al Tesoro fa venire in mente un’avventura, quindi qualcosa di fantastico, di quei libri illustrati che leggevamo da bambini. Delle foto realistiche rovinerebbero tutta la magia che c’è già soltanto nella frase “Caccia al Tesoro”.

Da qui il progetto vira completamente dall’input iniziale e Studio MACACO insieme ad Elia Frapolli decide di dargli un’impronta unica grazie alle illustrazioni animate e all’aggiunta della Gamification.

La Gamification per grandi e piccini

Trasformate le foto in illustrazioni interattive, l’ultima parte da trasformare era la funzionalità principale: il navigatore.

Per renderlo più di un semplice “Google Maps”, abbiamo inserito alcune interessanti meccaniche tutte basate sulle tecniche di Gamification.

Una delle modifiche più interessanti riguarda la fine della Caccia al Tesoro.
In ognuna delle storie viene chiesto all’utente di ritrovare le monete (i tesori) per aiutare coloro che le hanno perse, talvolta il regno degli animali del Lucomagno o il Cane Pastore di Campo Blenio.

Parte finale della caccia al Tesoro

Alla fine dell’esperienza non c’era niente se non l’Input di andare a prendere la ricompensa all’Info Point di competenza.

L’idea di Studio MACACO è stata quella di aggiungere un piccolo mini-gioco nel quale si restituivano le monete ai leggittimi proprietari, facendo sentire grandi e piccini davvero gli eroi della storia.

Una modalità “Social”

Per permettere agli utenti di utilizzare l’applicazione e di darle uno scopo anche se non dovevano fare una Caccia al Tesoro, si è deciso di inserire una modalità nella quale è possibile decorare le foto attraverso gli Sticker delle varie storie e approfondimenti.

Grazie a questa modalità le famiglie possono divertirsi a decorare le foto, mentre l’associazione ne guadagna un Marketing indiretto in quanto la foto, condivisibile sui canali che la famiglia preferisce, ha in basso il nome dell’applicazione.

Siete pronti per ritrovare il tesoro?

Il progetto è stato fantastico, un’esperienza unica sia per l’opportunità di lavorare con Elia Frapolli, una mente sempre piena di idee e professionale, sia per la scusa di poter vivere fino in fondo il territorio unico della Valle di Blenio.

Le Cacce al Tesoro vi aspettano al Lucomagno e a Campo Blenio e non dimenticatevi di scaricare l’App!

riguardo l'autore

Lucia Gambardella

Non smetto mai di disegnare, ma ho sempre l'altra mano libera per le shortcut, il cibo e le coccole al mio cane. Non so se amo più il cibo o il mio cane... Se proprio non sto disegnando, mi trovate a scolpire, a fallire nel bricolage, a giocare alla PlayStation, a maltrattare i programmatori, o a poltrire sul divano nella morte più totale. Ho 15 sveglie disattivabili solo dopo la risoluzione di calcoli matematici, ma comunque la forza gravitazionale del mio letto è troppo forte da contrastare. Perché oso chiamarmi artista? Perché la mia mente è sempre alla ricerca di realtà da trasformare a suo piacimento per poi trasferirle al mondo con lo strumento più esatto. Credo che ci sia qualcosa di bellissimo nel mondo nascosto anche nei suoi dettagli più oscuri e gli occhi degli artisti riescono a vederlo e a trasmetterlo a chi non ha la stessa fortuna.