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L’emozione di far esplodere caramelle

Pensate a Candy Crush, un gioco per cellulari che ha ottenuto nel 2018 un fatturato di 1,5 Mld.

Non si tratta di magia nera o di controllo mentale, bensì di semplicissime strategie che puntano a compiacere il nostro cervello.

“Swoosh, Curnch, Sugar Crush” alcuni degli iconici suoni del gioco che, insieme alle caramelle colorate e agli effetti grafici, sono in grado di tenerci incollati al cellulare.

Questi elementi vengono definiti “Juicy” ossia “Succosi” perché gratificano la vista e l’udito generando la dopamina.

Il colpevole è capace di truccare il gioco delle caremelle in modo da avere vite infinite.

La Dopamina e l’engagement

La dopamina viene rilasciata dal nostro corpo dopo una serie di stimoli visivi o uditivi estremamente gratificanti oppure eccitanti.

Grazie al suo effetto sull’essere umano è una componente sfruttata per rendere i giochi estremamente “addictive”.

E se grazie a quei colori sgargianti e a quei suoni orgasmici, il vostro dipendente è arrivato al livello 895 di Candy Crush, perché la vostra roadmap è ancora al livello 2?

La Dopamina negli obiettivi aziendali

All’avvio di un nuovo progetto ci si pongono molti obiettivi nella Roadmap e generalmente il Team all’avvio è pieno di grinta e voglia di fare.

Piano piano, come quel pomodoro in fondo al nostro frigorifero, i buoni propositi e l’entusiasmo raggrinziscono inevitabilmente.

Per non trasformare gli obiettivi in pomodori marciti, possiamo introdurre degli Step Intermedi.

Grazie alla creazione di Step Intermedi propriamente ricompensati, potremmo innescare nel Team la dopamina e far rinascere l’entusiasmo e la voglia di raggiungere l’obiettivo.

Altre tecniche per raggiungere gli obiettivi tramite la Gamification

Non avrai bisogno di una voce sensuale che dica cose dolci, ma soltanto della strategia giusta e della Gamification!

Guarda gli altri articoli di questo Calendario dell’avvento per saperne di più.

riguardo l'autore

Lucia Gambardella

Non smetto mai di disegnare, ma ho sempre l'altra mano libera per le shortcut, il cibo e le coccole al mio cane. Non so se amo più il cibo o il mio cane... Se proprio non sto disegnando, mi trovate a scolpire, a fallire nel bricolage, a giocare alla PlayStation, a maltrattare i programmatori, o a poltrire sul divano nella morte più totale. Ho 15 sveglie disattivabili solo dopo la risoluzione di calcoli matematici, ma comunque la forza gravitazionale del mio letto è troppo forte da contrastare. Perché oso chiamarmi artista? Perché la mia mente è sempre alla ricerca di realtà da trasformare a suo piacimento per poi trasferirle al mondo con lo strumento più esatto. Credo che ci sia qualcosa di bellissimo nel mondo nascosto anche nei suoi dettagli più oscuri e gli occhi degli artisti riescono a vederlo e a trasmetterlo a chi non ha la stessa fortuna.